Le varie sfumature del noir

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Le sfumature del noir – noir italiano
Dal giallo al nero

Uno dei tratti distintivi della narrativa contemporanea è la mancanza di confini precisi tra un genere letterario e l’altro. Il problema nasce dal fatto che tantissimi autori non volendo limitare la loro produzione artistica ad una forma particolare, si situano in una terra di nessuno, componendo opere fra vari generi e attingendo ai più diversi stili e linguaggi.
La questione riguarda innanzitutto la nuova letteratura noir che sfugge ancora più di prima ai tentativi di formulare una delimitazione definitiva. La narrativa nera suscita dunque molte polemiche, i critici non concordano neanche sul fatto se essa costituisca un genere a parte o appartenga soltanto come sottogenere all’ampia categoria del giallo. Capita addirittura che il termine venga utilizzato non di rado come sinonimo di “romanzo poliziesco”. Insomma, per capire quali sono i problemi che coinvolgono la letteratura nera occorre prima stabilire quali attributi possieda il noir.
Il termine noir evidentemente proviene dalla lingua francese: venne usato per la prima volta nel 1946 da Nino Frank che lo riferì ad alcuni film americani di tipo hard–boiled, importanti in quegli anni in Francia. Così il concetto noir si trova all’incrocio di questi due poli: arrivò in Italia attraverso il francese, ma risente dell’indelebile atmosfera metropolitana delle opere hard-boiled
dell’America di allora.
Da quel momento il nome viene adoperato per descrivere la parte particolarmente inquietante e stravagante del mondo “giallo”: sia letterario sia cinematografico, perché il noir può riguardare entrambi i campi artistici.
Come nell’immaginario collettivo, il colore nero rievocato dal termine noir fa pensare all’opacità, induce l’inquietudine e l’insicurezza. La narrativa di genere quindi provoca timore nel pubblico, focalizzando l’attenzione sulle zone d’ombra della società. Per questo serve spesso a denunciare i problemi sociali che gli altri generi non riescono o non possono mostrare.
Loriano Macchiavelli, un autore contemporaneo, sostiene che il genere noir è come un “virus nel corpo sano della letteratura, autorizzato a parlare male della società in cui si sviluppava”.
Comunque la narrativa nera non solo presenta l’uomo nell’ottica ampia della società, ma permette di osservare da vicino l’uomo come individuo. Analizza la natura umana esaminando i protagonisti nelle situazioni estreme.
Il noir non descrive i personaggi nettamente distinti tra i buoni e i cattivi, dimostra piuttosto che nel mondo tetro il confine tra il bene e il male non è facilmente delineabile. Il clima noir quindi rompe la sensazione dell’ordine delle cose che possiede il lettore, le storie non possono essere né consolatorie né rilassanti. Anzi, assomigliano piuttosto a ragnatele che imprigionano il lettore e dalle quali è impossibile liberarsi.
Il termine noir comunque può essere inteso in due maniere: può indicare soltanto l’atmosfera particolarmente angosciante e in questo caso appare come un’onda in diversi generi letterari, emergendo anche soltanto nelle singole scene, non necessariamente in tutta l’opera. Comunque il nero può segnare pure l’intero genere letterario o cinematografico che si basa sull’oscurità.
A partire dagli anni Novanta del Novecento il termine noir ha cominciato a volgersi sempre di più verso questo suo secondo significato. È divenuta una corrente in voga, alla quale si dedicano scrittori diversi che ne hanno amplificato pure la concezione. Il nuovo noir italiano crea delle atmosfere soffocanti in maniera particolarmente crudele, i “noiristi” narrano dunque “l’orrore estremo”, descrivendo minuziosamente i delitti. Offre al lettore la realtà deviata e patologica piena di serial killer, alienati e psicopatici e presenta le città italiane innanzitutto dalla prospettiva dei bassifondi, che grondano di costante pericolo. Il nuovo noir dunque ha lo stesso scopo che la letteratura nera di una volta – ci trascina dentro un mondo privo di ogni speranza e di ogni sicurezza, ma lo fa in modo particolarmente atroce e spietato.
Nel noir italiano, la nuova letteratura nera è il risultato dell’evoluzione del giallo e il suo graduale
passaggio al noir. Come ammette Luca Crovi: “I tanto celebrati e fortunati anni Novanta del
“giallo italiano” non sono dunque stati che la punta di un iceberg costruitosi nel tempo”

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Un pensiero riguardo “Le varie sfumature del noir

  • 6 gennaio 2017 in 17:53
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    E forse il romanzo noir, con i suoi sprazzi di luci e oscurità, con lo scavo nell’inconscio, che fa emergere sensi di colpa, antiche pudi Camus.lsioni, e violenze dell’infanzia, si può sviluppare e approfondire , in modo da presentarci ,in futuro, un bel romanzo che ci teniamo stretti per andare a isolarci e leggere,come ci teniamo stretti un capolavoro di Dostojewskij o di Camus? Se si arricchisce fino ad includere forti realtà del collettivo umano, se si addentra nelle profondità dell’animo umano e ci fa avvertire intense emozioni, un po’ distanziate dall’interiorità del soggetto narrante, allora forse lo ameremo.
    Ma chiedo anche il parere delle lettrici …..insieme troveremo quello che cerchiamo nel romanzo , di vario tipo o genere…Credo

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