Cazzullo Le donne erediteranno la terra

Le donne erediteranno la terra – Aldo Cazzullo

Aldo Cazzullo racconta perché il nostro sarà il secolo del sorpasso della donna sull’uomo. I segni sono evidenti: a Berlino e a Londra governano due donne, una donna si affaccia per la prima volta sulla soglia della Casa Bianca.

«Le donne erediteranno la terra perché sono più attrezzate a cogliere le opportunità che abbiamo di fronte. Perché sanno amare e non perdono quasi mai la speranza.»

Famiglia, lavoro, istruzione, religione: in questo saggio di Aldo Cazzullo sull’imminente “sorpasso” non viene tralasciato nulla, nessun aspetto in cui le donne potrebbero eccellere, se solo fosse data loro la possibilità di dimostrarlo, viene lasciato da parte. Banalità? Forse. Luoghi comuni? Qualcuno. Ma leggere di un uomo che si augura che le donne arrivino ai vertici della società è un piacere a cui qualunque lettrice (perché, come ci conferma anche l’autore, la maggioranza dei suoi lettori sono proprio donne) farebbe fatica a rinunciare.

Per capire lo spirito di questo libro, basti dire che una delle citazioni più ricorrenti nel saggio è il verso di Gozzano «Donna: mistero senza fine bello!», tratto da La signorina Felicita ovvero la felicità. Questo verso, esemplificativo del rispetto e dell’ammirazione che l’autore nutre per le figure femminili che abitano le sue pagine (da Rita Levi Montalcini alla maghetta di Harry Potter Hermione Granger, da Valeria Manin a Giovanna d’Arco), preannuncia anche la tesi principale: perché questo mistero, questa “idea” del femminile che per troppo tempo ha permeato (e purtroppo ancora permea) la nostra società, è, appunto, solo un’idea.

Una volta il mondo si divideva in due categorie di donne: la madre e l’amante, la santa e la strega, la donna angelo e la donna vampiro, la vergine e la prostituta; e su tutte loro regnava quell’eterno femminino che così a lungo ha dominato la nostra letteratura e il nostro pensiero, a cui ogni donna reale era richiesto di adeguarsi. Non che non fosse un ideale privo di fascino, o di qualità; come infatti ci spiega anche Cazzullo, la capacità della donna di generare la vita, la sua sensibilità, la sua bellezza, non sono certo sinonimo di debolezza. Ma il fatto è che le donne non vogliono essere considerate idoli o divinità, ma persone; non hanno bisogno che l’uomo le creda più (né a maggior ragione meno) di quelle che in realtà sono, perché già di per sé sanno essere incredibili.
Ben lo dimostrano le innumerevoli storie che l’autore ci racconta, a volte con interi capitoli, a volte solo con brevi tratti di penna. Si tratta sempre di donne coraggiose, forti, capaci di imporsi e di vincere in un mondo che invece le respinge. Ma, come Cazzullo non manca mai di ricordarci, si tratta solo di quelle che ce l’hanno fatta: sono molte e molte di più, infatti, quelle la cui voce è rimasta inascoltata.

da WUZ

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *