Ombre Bruciate Kamira Shamsie

Ombre bruciate di Kamila Shamsie

C’è tutto il nostro mondo in questo libro, dalla bomba di Nagasaki all’11 settembre. Una Storia lacerante che non può lasciare tutto intatto, rapporti personali e vite spezzate, relazioni che si distruggono, dopo essere state coinvolgenti e sentite. E, come sempre, tutto si ricostruisce. Ê ciò che accade nei periodi di guerra e di crisi o di sconvolgimenti. Le guerre ci sono sempre, forse ci saranno ancora per molto, le persone vengono travolte. Ma chi sopravvive, tenta di resistere e di cambiare, attraverso mutazioni incomprensibili, tentando di costruire vite diverse, in cui il cuore lacerato possa resistere.
Gli States, che pure sono nati da un melting pot carico di promesse, finiscono per avvolgersi in un patriottismo ottuso che giustifica la bomba di Hiroshima e Nagasaki; le manovre sporche della guerra fredda; l’India al declino dell’impero britannico che si sfalda dando vita ad un Pakistan che sarà sempre percepito come un nemico minaccioso. e la diffidenza del dopo11 settembre verso chiunque venga dal Medio Oriente.
Certo non è il mondo che Hiroko e Konrad, i due protagonisti del romanzo.
La loro unione, dissolta in un lampo di luce, è però il punto di partenza per una trama che incrocia vite e destini per oltre mezzo secolo
Se gli uomini sono spesso vittime di rimorsi e senso di inadeguatezza, le donne hanno l’invidiabile capacità di ripartire e ricostruire. Il finale gronda amarezza, ma a Hiroko rimane il segno di un’attitudine a resistere.
Ê dunque la storia di una riuscita integrazione razziale tra una giapponese scampata a Nagasaki e un indiano col cuore lacerato dalla divisione tra India e Pakistan.
Una storia molto originale e curiosa e molto ben diluita in un lungo percorso esistenziale che parte dalla fine del conflitto della II guerra mondiale e arriva all’11 settembre. Conoscere e parlare la ‘lingua’ degli altri è la premessa migliore per una vita compiuta.
Ma il senso della perdita e della estraneità permane. Qualcosa di importante sempre si perde tra le pieghe della storia lacerante delle violenze e della guerra.
Ci sarà un tempo, pensa Hiroko attraverso le parole evocate dalla sua memoria, per ricordare ogni cosa che la terra stava perdendo e un tempo per ricordare tutto quello che era stato perduto, forse irrimediabilmente. Certo è la guerra che distrugge, ma questa volta, a Nagasaki non bruciano solo le case, i corpi, ma anche gli stati d’animo, la solitudine, e quelle strane fiamme luminescenti incendieranno anche le ombre e le parole lontane.
Come a Nuova Delhi, durante la spartizione del paese, periranno molti rapporti coltivati nella speranza, ma anche le voci perdute nel vento scompariranno senza ricordare. E ricominceranno storie di violenza. .
“Dà un’occhiata alle sue mani tese in alto: sono piene di vesciche per il lavoro in fabbrica e le esercitazioni con le lance di bambù. Non era così che immaginava i suoi ventun anni. Semmai era a Tokyo che pensava: Hiroko Tanaka nella metropoli, vestita all’occidentale, che lascia i segni di rossetto sui bicchieri di vino nei jazz-club, i capelli tagliati appena sotto le orecchie, impegnata a resuscitare lo stile della “ ragazza moderna” degli anni Venti, tramandato per tutto il decennio successivo dalle pagine di Sutairu (…) Adesso i sogni dell’infanzia sono passati. Adesso c’è Konrad, e non appena finirà la guerra ci saranno cose da mangiare e seta per vestirsi. Ma quando finirà la guerra? Mai abbastanza presto. Ma tutto brucia, là sulla veranda, mentre Konrad la guardava. Là sulla veranda alla luce di quel sole accecante, Hiroko. E tutto divenne bianco”.
Non resta neanche un pensiero, un’immagine. Lei sopravvivrà, certo, perché sta ancora pensando e ha dei ricordi. Ma niente sarà più come prima. La scrittura flessibile, evocativa, la voce dietro il racconto, dietro il reale. Sempre Hiroko, ma narrerà altre cose. Forse senza sognare o provare nostalgie inutili, Altro succederà, spostando tempi e luoghi. La narratrice ci porterà in altri paesi, in altri tempi.
Ci appassiona questo modo di cambiare i ricordi, gli eventi, di far procedere gli eventi, di far procedere il racconto, cambiando anche il viso, il corpo, i desideri delle donne.

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