Julien Gracq La riva delle Sirti

9788899793272_0_0_0_75 (1)

 

Gli editori de L’orma finora non hanno sbagliato un libro.

Se il fiume lento del romanzo e della prosa vi incanta, questo libro è davvero un classico o lo diventerà. Ci sono libri che si leggono in fretta di cui non resta che cenere e libri che durano nella memoria dei lettori, che si ritrovano, ricordano passaggi, sottolineano brani, si riconoscono in qualche stato d’animo di un personaggio. Lo stesso Aldo – uno dei tre personaggi principali del romanzo – vive una vita in perenne attesa della passione e della definizione di uno scopo  per la sua esistenza. Dapprima viene travolto da un turbinio di impegni frivoli e febbrili, di brevi relazioni che bruciano nello spazio di una sera. Perciò decide di partire  per luoghi selvaggi e barbari, annunciando agli amici, durante un banchetto, la sua decisione.

Eppure, negli intervalli fra i brindisi e le risate si diffondeva talvolta intorno a noi come un impercettibile imbarazzo, un silenzio difficile da colare, in cui trasvolasse un’ombra di melanconia:il mio esilio risultava più serio e più lontano di quello che fosse sembrato alle prime; ciascuno sentiva che la vita per me stava per cambiare veramente, e già il barbaro nome delle Sirti mi escludeva da quel cerchio gioioso.Per la prima volta, una breccia definitiva stava per aprirsi in quel fresco girotondo di amicizie; anzi, s’era già aperta, e io mettevo gli altri in imbarazzo mantenendola troppo visibile con la mia presenza: c’era come l’oscuro desiderio di vedermi sparire per dimenticarla.

Il tema dell’attesa  è pregnante e domina tutta l’opera.  Fin dall’incipit del romanzo il lettore è immerso in uno stato d’aspettativa. Lo stile di quest’opera, dovuta a una forte componente immaginaria, lo mette nella condizione di sentire l’impazienza di veder cominciare l’azione. Gracq lascia intravvedere che tutta la storia si sviluppa verso un unico finale, l’atto che cambierà  tutto e che interverrà solo alla fine. La storia si fermerà proprio con i primi rumori della guerra, e noi restiamo testimoni attoniti di avvenimenti che non ci saranno, perché non assisteremo alla Storia, né ai cambiamenti della vita di Aldo. I lettori rimarranno concentrati sulla figura di Aldo, sui suoi non-atti, sui preparativi senza conseguenze per la guerra, dando a questo romanzo l’aria di quiete iniziatica individuale. E solo individuale.

Lo stile è connaturato a questo clima esistenziale dei luoghi iniziali, la Signoria do Orsenna. Tutto appare uno spazio senza tempo, un luogo tranquillo, immobile, ma nel quale potrebbe apparire d’improvviso il lampo, il tremore d’un terremoto, d’una guerra, di un razzo nucleare. Anche le spade sguainate d’un esercito. Non si sa, si vive in un ‘assenza di realtà di cose e fatti, in cui le parole hanno un suono troppo forte e si staccano dai cieli dell’eterno essere, su una terra senza creature nel fango, ma nell’atonia delle superfici immaginate e fittizie.

I tre personaggi si accampano sui luoghi con i loro dialoghi intensi e complessi, che giungono sempre alla solita domanda sottesa: cosa succederà. Noi che dobbiamo fare?.

Aldo, il più motivato sostiene sempre che bisogna rispondere ai suoni della guerra (e finora se n’è sentito qualcuno).

Marino sembra molto provato e molto responsabile nell’attesa, ma è convinto che tutto resterà come prima, mentre Viviane, la rivoluzionaria, spinge Aldo ad agire.

Marino morirà in circostanze misteriose, e la guerra forse non ci sarà. Noi sappiamo che non ci sarà. Gli atti non ci sono e la Signoria attende la sua fine, il suo momento finale, secondo un destino ignoto ai personaggi che dovrebbero agire. Le azioni mancano, si sente solo il suono sordo dei dialoghi, sintomo della loro esistenza  che si avvolge in se stessa, senza possibilità di agire e interagire.

Qualcuno ha associato questo romanzo al “Deserto dei Tartari”. E in effetti il clima dell’attesa è simile, ma sono diverse le parole e lo stile con cui si avverte la durezza e, talvolta, la disperazione rassegnata dei personaggi dell’Ammiragliato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *